• pandaonavespa

Ciao ciao fast fashion



Armadi straboccanti di vestiti, capi appallottolati su una sedia, valigie su valigie di abiti per il cambio di stagione... Senza parlare dei buchi e degli aloni di sudore su certe magliette. Ecco, la fast fashion non fa altro che riempire gli armadi, i cassetti, il cesto del bucato con prodotti di qualità mediocre. Senza parlare degli ENORMI problemi etici che si nascondono dietro ogni singolo capo di abbigliamento.





Ritornerò sull'argomento dell'etica della fast fashion un'altra volta, ma vi metto comunque un piccolo fatto che a me fa rizzare i capelli: meno del 2% dei lavoratori di questa industria guadagnano un salario equo. La maggior parte dei lavoratori è intrappolata in quel terribile limbo conosciuto come povertà. La prossima volta che apriamo un cassetto e tiriamo fuori una maglietta, pensiamo alla persona che l'ha cucita per noi. La prossima volta che buttiamo via un capo mai indossato, pensiamo a chi è stato sfruttato e sottopagato per farci avere il lusso di poter comprare e buttare.



Ma torniamo a noi. Io sono la prima ad aver avuto una fase - piuttosto lunga - di smisurato amore per "tanti vestiti a poco prezzo". Mi piaceva la sensazione di aprire l'armadio pieno e di pensare sospirando "non ho nulla da mettere". Ma poi mi sono resa conto che vivere in questo delirio non fa bene a me, non fa bene al mio portafoglio, non fa bene all'ambiente e non fa bene a chi lavora per produrre i miei vestiti. Ogni tanto ne sono ancora vittima, ma sto facendo del mio meglio. E così quest'anno mi sono imposta un obiettivo: "non comprare nulla di cui non hai bisogno". I primi sei (e poco più) mesi del 2020 sono passati e sono abbastanza fiera di me! Mi sono comprata solo dei pantaloni per fare sport, ma ne avevo davvero bisogno. Ogni tanto però quel prurito per il costume nuovo, per la gonna nuova, ecc ritorna. Ed è per questo che mi sono fatta (e la condivido con voi) questa lista di cose a cui pensare ogni volta che il mio cervello vuole comprare-comprare-comprare.



Tira fuori tutto quello che hai nei cassetti

Il mio consiglio è di farlo al cambio di stagione: è il momento perfetto per essere sinceri con se stessi e dirsi "si, l'ho indossato, no, non l'ho indossato". I capi indossati finiscono nelle cose da tenere, gli altri vanno in un bel sacco a parte.


Dividi per colore

"Con questi pantaloni avrei proprio bisogno di una maglietta bianca, ma non ne ho! Devo comprarne una". No. Dividi per colore e avrai un'overview chiara di cos'hai e cosa non hai.


Prepara il "limbo-sacco"

Il "limbo-sacco" è il mio migliore amico. È una valigia che ho sotto il letto nella quale metto i vestiti che non sto più mettendo. Li lascio lì, me li dimentico e dopo qualche mese riapro la valigia: ho sentito la mancanza di questi abiti? Mi viene voglia di metterli? Se si, ritornano nei cassetti, se no, sono pronti per essere dati via.


Le amiche

Quando ho delle amiche che passano da casa, propongo sempre dei vestiti che non metto più. E spesso ne sono felicissime. E funziona anche nel senso inverso: quando vado da delle amiche, posso spesso frugare nei loro sacchi di vestiti non più usati. È come fare shopping, ma gratis.


Compra second-hand

In Germania avevo scoperto il sito Kleiderkreisel,e in Francia l'avevo ritrovato (Vinted): un fantastico sito per la compravendita di abiti second hand. Molto spesso gli abiti sono come nuovi! Per chi non è fan di shopping online, i mercatini o gli "swap parties" sono un'ottima occasione per incontare gente e tornare a casa con un vestito nuovo.


Il senso di colpa

Ma quello che funziona meglio per me è il senso di colpa. Mi dà ribrezzo pensare al fatto di sapere che sto contribuendo ad un'industria che non rispetta i suoi lavoratori, che inquina il mondo e che è basata su un business model centrato sul consumismo-consumismo-consumismo.


Non sarà una lista che vi cambierà la vita, non sarà una novità per molti di voi, ma magari aiuterà una o due persone. E, come dico sempre, ogni piccola azione conta!