• pandaonavespa

Per un ciclo più sostenibile


@josefin


La prima volta che ho letto quanto inquinamento è dovuto al ciclo mestruale sono rimasta scandalizzata. E anche molto arrabbiata.


Già avere il ciclo non è una passeggiata, in più ci si lascia dietro una scia di prodotti inquinanti. Ma perché?


Secondo un articolo pubblicato su National Geographic, la maggior parte delle donne americane ha le mestruazioni per circa 40 anni. La durata delle perdite si aggira intorno ai cinque giorni al mese, che corrispondono a 2.400 giorni nel corso della vita. Tradotto in anni vuol dire un po' più di sei anni.


Oltre ad essere una tortura per il corpo e per la mente (mal di pancia, mal di schiena, nausea, brufoli, gonfiore, sbalzi ormonali, pianti, fame nervosa, ecc) e per il portafogli, questi sei anni della nostra vita spesi a gocciolare sangue sono una croce per l'ambiente.


In media ognuna di noi butta via da 125 a 150 kg di assorbenti, tamponi e applicatori nel corso della nostra vita. CHE COSA?



@erol

La mia esperienza


Avevo sentito parlare della coppetta mestruale per la prima volta nel 2014. All'epoca vivevo a Bordeaux e la mia coinquilina ne aveva comprata una in un negozietto di cose naturali. Me ne aveva parlato raccontandomi - con troppi dettagli - i problemi che aveva avuto i primi mesi quando cercava d'inserirla e toglierla. No grazie. Avevo appena scoperto i tamponi con l'applicatore di plastica e li adoravo.


Poi pero' con il passare del tempo avevo notato che, mettendo il tampone la notte, la gamba destra mi faceva sempre male. Avevo chiesto al buon vecchio dottor Google cosa volesse dire e uno dei risultati era sindrome da shock tossico - grazie Google per le informazioni sempre cosi' leggere e rassicuranti. Ho quindi deciso di smettere, di lasciare perdere i buoni vecchi tamponi e di tornare agli assorbenti. Ma l'idea di provare la coppetta mestruale mi stuzzicava la mente regolarmente.


Cosi' sono andata da DM - supermercato tedesco di cose per il bagno e la cura della casa - e ne ho comprata una. Mi ero ovviamente informata prima e avevo scoperto - sempre dal buon vecchio Google - che certi modelli sono più adatti a donne giovani, altri a donne meno giovani, altri a donne che avevano partorito e altri a donne che non avevano mai partorito. Ho preso una coppetta viola e piccola, ho provato i diversi tipi di folding e... non ce l'ho fatta. Ho provato di tutto, le posizione più contorte e strane, ma non ce l'ho fatta.


E cosi' ho lasciato perdere. Ho ripreso ad usare gli assorbenti, non ho più comprato un singolo tampone e la vita è ricominciata come prima.


Finché un giorno sono entrata in un negozio e ho trovato gli assorbenti lavabili. Era il 2018 e vivevo a Strasburgo. Ne ho comprato uno rosa con dei fiorellini e uno grigio con dei disegni geometrici: visto il prezzo, ho deciso d'iniziare con due e vedere se mi trovavo bene.


Da allora ne ho comprati altri di dimensioni e colori vari e ne sono estremamente felice. Li uso durante la giornata, la sera li sciacquo e poi li metto a lavare con il resto dei vestiti. E no, i miei vestiti poi non sono pieni di sangue, visto che tutte le perdite di sangue-and-co. vengono lavate via quando li risciacquo nel lavandino.



Le alternative


Oltre ai tamponi lavabili e alle coppette mestruali ci sono altre opzioni (i tamponi e gli assorbenti compostabili di cotone, o gli slip riutilizzabili).


Insomma, la scelta è ampia ed abbondante: non ci sono più scuse! Ognuna di noi ha certe preferenze (tampone o assorbente, applicatore o no, ecc), quindi quello che consiglio di fare è di chiedere in giro e di provare diversi prodotti!


Buon ciclo a tutte...


@berlinboudoir