• pandaonavespa

Posto finestrino

Per quasi due anni ho attraversato la Germania in treno dal nord al sud per vedere N. Lo facevo quando potevo e quando i soldi lo permettevo. Il viaggio era lungo, molto noioso e pieno di ritardi: con la Deutsche Bahn é sempre una scommessa arrivare a destinazione in orario.

Ho imparato pero ad apprezzare questi lunghi viaggi assorta nei miei pensieri. Ho imparato a usare quelle interminabili ore schiacciata tra un finestrino e un bracciolo per leggere, lavorare a maglia, osservare le persone intorno a me.

Per due anni poi ho passato altre ore in treno tra Strasburgo e la Svizzera (sempre per N.) e ho iniziato ad apprezzare quei momenti sempre di più’. Le ore di viaggio non erano più’ 6 o 7, ma 2 o 3. Il tempo perfetto per leggere.

Ho letto tantissimo durante quei viaggi. Partivo sempre con un paio di libri nello zaino e mi perdevo in storie e racconti. E, mentre le parole scorrevano lentamente sotto i miei occhi, la campagna del Reno scorreva velocemente affianco a me, le persone intorno a me parlavano lingue diverse e passavo una frontiera.

Ora che questi viaggi non li faccio più e che posso vedere N. tutti i giorni, mi rendo conto di quanto sono fortunata. Ho viaggiato, ho vissuto diverse culture e ordinato il caffè in diverse lingue. Ho letto libri, visto paesaggi e tante stazioni. Sono diventata una viaggiatrice attenta e curiosa. Ho chiacchierato con innumerevoli compagni di viaggio e condiviso il bracciolo del treno con tante persone.

Mi manca viaggiare cosi’ tanto? Un po’ si, perché dopo tutto le stazioni mi piacciono molto. E perché adesso leggo molto meno. Quindi, cara persona con lo zaino pieno di libri e con la dolce metà che ti aspetta al binario, approfittane e non brontolare: usa queste ore che hai tutte per te per sognare, per scrivere, per scoprire. E’ un momento che hai per essere da sola con te e nessuno te lo può togliere.